Dal volume di Gerardo Fallani, Tecnologie educative digitali e didattica delle lingue online. Dalla rivoluzione tecnologica all’avvento dell’IA, Atene, Ornimi Editions, 2026 (collana LineaFormazione/ILSA). Appendice 1, in versione digitale: il testo è quello del libro, con le correzioni dell’ultima bozza.
Quanto segue non è un modello da leggere ma un percorso da fare. È un’e-tivity – nel senso preciso del termine richiamato in § 2.2.3 – pensata per chi è in formazione sulla didattica delle lingue online: un’attività di progettazione articolata in sei voci, con un compito individuale, un confronto tra pari e una restituzione finale. Progettare significa decidere, e ogni decisione va argomentata. L’esercitazione è pensata per un contesto di laboratorio o di corso, ma è praticabile anche individualmente; in quest’ultimo caso, il confronto fra pari può essere sostituito dal dialogo con un assistente generativo, secondo il prompt allegato in coda all’esercitazione.
Coordinate
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Durata: 7 giorni (una settimana, modalità asincrona per le fasi di lavoro individuale e di confronto; la sessione plenaria conclusiva è sincrona e corrisponde alla lezione successiva del corso)
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Obiettivo: progettare un modulo didattico su due livelli – il modulo nel suo insieme (macro) e una sessione di lavoro al suo interno (micro) – prendendo decisioni motivate dentro un contesto che il corsista stesso sceglie e definisce
Innesco
Progettare un modulo didattico vuol dire prendere una serie di decisioni concrete per apprendenti concreti. Non «una classe» in generale, ma un gruppo con un grado scolastico, un’età, una provenienza, un rapporto con la lingua che si insegna.
Prima di iniziare a compilare la scheda, scegli il pubblico per cui progetterai:
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una classe della scuola italiana (primaria, secondaria di I o II grado)
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un gruppo di studenti Erasmus in un corso universitario di italiano L2
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un gruppo di adulti in un Centro per l’Istruzione degli Adulti
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un’altra situazione specifica che ti è familiare o che ti interessa
Questa scelta orienterà tutte le decisioni che prenderai dopo.
Compito
Compila la scheda di progettazione su due livelli. Ogni cella prevede una scelta motivata: le motivazioni sono il cuore del lavoro.
Scarica la scheda in formato Word, da compilare e pubblicare nello spazio condiviso del corso.
| LIVELLO MACRO – Il modulo | |
|---|---|
| Grado di scuola e classe | |
| Profilo linguistico della classe | |
| Setting | Integrato / a distanza / misto? Perché? (cfr. § 3.2.3; cfr. anche la tabella di Graham in § 3.2.1) |
| Obiettivo del modulo | Cosa devono saper fare gli apprendenti alla fine? |
| Metodologia prevalente | AC, TBLT, flipped, webquest, PS/PBL, scrittura collaborativa? Perché? |
| Strumenti e risorse digitali | Quali? Perché questi e non altri? (cfr. § 3.3.4, principio tecnologico strumentale) |
| LIVELLO MICRO – Una sessione di lavoro dentro il modulo | |
|---|---|
| Testo input | Tipo (scritto/audio/video) e tema |
| Livello QCER | |
| Focalizzazione principale | Lessico / grammatica / funzioni comunicative / testualità / altro |
| Preparazione | Quali attività? Con quale strumento? |
| Contatto con il testo | Quali attività? Con quale strumento? |
| Focalizzazione | Quali attività? Con quale strumento? |
| Uscita comunicativa | Quale produzione? Orale/scritta? Con quale strumento? |
In alternativa, per il livello micro: usa il prompt UDD dell’esercitazione 2 per generare una prima versione della sessione, quindi incollala nella scheda e annota cosa modificheresti e perché.
Autoriflessione sul processo (mezza pagina circa):
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Quale vincolo del contesto scelto ha influenzato di più le tue scelte?
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Dove hai sentito il bisogno di informazioni o competenze che ancora non hai?
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Qual è la scelta che ti è costata di più, e perché?
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Se hai usato il prompt UDD dell’esercitazione 2 per il livello micro, in che modo il confronto con l’output ti ha costretto a esplicitare scelte progettuali che non avevi formulato consapevolmente?
Un prompt di supporto – per chi voglia usarlo come «sparring partner» sulla scheda compilata, prima del confronto con i colleghi – è proposto alla fine di questa esercitazione.
Pubblica la scheda compilata nello spazio condiviso del corso.
Confronto
In sottogruppi di 3-4 persone, leggi le schede dei colleghi del tuo sottogruppo. Per ciascuna, individua una scelta divergente dalla tua: dove tu avresti fatto altrimenti. Discutete: non per stabilire chi ha ragione, ma per esplicitare il perché di ciascuna scelta. Il sottogruppo lavora autonomamente, senza tutor.
A chiusura del confronto, il sottogruppo prepara una breve sintesi (mezza pagina) sulle tendenze emerse: quali scelte sono state più ricorrenti, quali più divergenti, quali criteri sono sembrati prevalere nelle giustificazioni.
Condivisione
Ogni sottogruppo riporta la propria sintesi nella sessione plenaria conclusiva, che coincide con la lezione successiva del corso. Il docente partecipa: può commentare, riprendere, segnalare casi notevoli, valutare la coerenza delle scelte rispetto al contesto, rilanciare verso ulteriori approfondimenti. La condivisione non è una pagella: è il momento in cui il lavoro individuale e di sottogruppo si ricompone in un quadro collettivo, e il prodotto torna in circolo davanti al gruppo intero.
Una nota sul senso di quanto avete appena fatto
Quest’esercitazione ti ha chiesto di progettare un modulo didattico attraverso un percorso che ha un nome preciso: project-based learning (PBL). Hai scelto un contesto concreto, hai lavorato su un prodotto identificabile (la scheda compilata), ti sei confrontato con i colleghi in piccoli gruppi autogestiti, hai restituito il lavoro al gruppo intero in plenaria. Tutte le caratteristiche che la letteratura riconosce al PBL.
L’effetto è ricorsivo: nella tua scheda, tra le metodologie prevalenti possibili per il modulo che stavi progettando, c’era anche il PBL. Hai praticato una metodologia mentre imparavi a riconoscerla come opzione progettuale da offrire ai tuoi futuri apprendenti. Non è un paradosso né un trucco: è una delle forme più efficaci di apprendimento, quella in cui il metodo e il contenuto coincidono.
Prompt di supporto (opzionale)
Questo prompt funziona come «sparring partner» sulla scheda che hai compilato. Non la giudica, non la corregge: la interroga. È pensato per il momento che precede la pubblicazione della scheda nello spazio condiviso, come lettura critica a una voce sola prima del confronto con i colleghi.
Agisci come specialista in didattica delle lingue con strumenti digitali.
Ti sottopongo una scheda di progettazione didattica che ho appena compilato. Il tuo compito NON è valutare o correggere le mie scelte, ma rileggerle criticamente insieme a me.
Procedi così:
1. INCOERENZE. Segnala eventuali contraddizioni interne fra le scelte (per es. setting che non si accorda con la metodologia, strumenti che non supportano la focalizzazione del micro, ecc.). Spiega perché le consideri tali.
2. ZONE DEBOLI. Indica le celle in cui la mia giustificazione ti sembra più fragile, generica o inesplicitata. Formula una domanda che mi aiuti a rinforzarla.
3. IMPLICITI. Metti in evidenza almeno due assunti che giudichi non sufficientemente esplicitati e che potrei aver dato per scontato. Possono essere impliciti sul contesto, sugli apprendenti, sul mio ruolo di docente, sulla mia idea di lingua.
4. PROVOCAZIONE FINALE. Proponi una scelta radicalmente diversa da una di quelle che ho fatto (setting, metodologia, testo input, strumenti...) e argomenta brevemente come la scheda cambierebbe se l’adottassi.
Non essere accondiscendente. Non dirmi che la scheda è «buona» o «ben strutturata». Concentrati solo sui quattro punti sopra.
SCHEDA COMPILATA:
[incolla qui la scheda]
Nota – fallback sul profilo. Se nel compilare la voce «profilo linguistico della classe» senti di non riuscire a immaginare un pubblico concreto, puoi chiedere a un modello generativo di suggerirti un profilo plausibile. Tieni però presente che la scelta del pubblico è parte integrante del lavoro progettuale: usare questo espediente è un fallback, non una scorciatoia.