L’Unità Didattica Digitale (UDD) nasce all’intersezione tra due ambiti di studio: la tradizione glottodidattica italiana e gli studi sui contenuti digitali per l’apprendimento. Di conseguenza, la sua concettualizzazione si basa sull’intenzione didattica, ovvero sull’impostazione teorico-metodologica di riferimento, e sulla natura dell’oggetto digitale, ivi incluse le sue peculiarità di fruizione.

Tratti definitori

L’UDD è un costrutto teorico-applicativo per insegnare, apprendere e valutare le lingue nell’era digitale. Il suo essere digitale dipende da tre tratti distintivi:

  1. le specifiche del supporto digitale, che vincolano la forma assunta dai contenuti didattici, determinandola costitutivamente;
  2. il riguardo per la valutazione, già incluso nel Quadro Comune Europeo di Riferimento, qui assunto in maniera più radicale rispetto a quanto avviene sul medium cartaceo. Le più recenti specifiche per il monitoraggio dei processi didattici rendono l’UDD un dispositivo grazie al quale fare ipotesi interpretative sui dati immagazzinati durante le esperienze di apprendimento;
  3. la concettualizzazione dell’UDD, che in maniera fondante è determinata da elementi estrinseci, riconducibili alla peculiarità della fruizione; tali elementi sono l’usabilità delle risorse e, più in generale, l’esperienza utente (user experience).

Caratteristiche strutturali

Le questioni dell’usabilità delle risorse e della user experience, forniscono indicazioni rilevanti sul rapporto che il docente online intrattiene con l’apprendente. Tra gli indicatori di rilievo, nella definizione e nella progettazione dell’UDD, ha valore fondativo l’elemento temporale, che si concretizza nell’invito a fornire indicazioni sulla durata dell’intera UDD o quanto meno delle sue articolazioni (testi, attività didattiche). Naturalmente, tali indicazioni vanno intese come dato offerto all’apprendente, ovvero come impegno unilaterale del docente-autore, che però non vincola il destinatario dell’intervento didattico.

Dal punto di vista della sua struttura, l’UDD ha pertanto le seguenti caratteristiche:

Schemi di riferimento

L’UDD si apre mediante una opportuna presentazione nella quali si indichino il livello di competenza (QCER), l’argomento, obiettivi e vantaggi di apprendimento, contesto d’uso, durata della sessione di lavoro.

A seguire, non dissimilmente da quanto previsto in letteratura, si potranno succedere fino a quattro distinti momenti:

Lo schema dell’UDD qui suggerito può essere interpretato variamente, sulla base della sensibilità, delle esigenze e/o della prospettiva teorica del docente o del progettista didattico. In effetti, tale schema può definirsi agnostico giacché comporta una generalizzazione dei modelli ai quali si è fatto riferimento.

Premesso che in ogni caso si dovrebbe iniziare con l’avvicinamento al testo (sinonimo di preparazione) e terminare con l’uscita comunicativa, si può comunque avere una molteplicità di schemi. Ci limitiamo ad elencarne alcuni.

Un primo caso potrebbe essere quello di un’UDD che inizia con l’avvicinamento al testo e prosegue con il contatto, ed eventualmente la verifica di comprensione – oltre, va da sé, all’uscita comunicativa. Tipicamente, questo sarebbe un “atomo” di durata minima, che anche qualora si protragga con attività di comprensione non dovrebbe richiedere più di una mezz’ora di tempo.

Un altro schema, più corposo come carico di lavoro, potrebbe prevedere un ritorno al testo input, con scopo di “rimotivazione”, così da preparare l’apprendente a un’ulteriore focalizzazione.

Conclusioni

Al di là dei tratti definitori e delle caratteristiche strutturali, la proposta dell’UDD riflette un retaggio teorico ascrivibile alla tradizione di studi dell’educazione linguistica. Come si è visto, gli schemi proposti non sono essenziali ma accessori rispetto al nucleo fondante dell’UDD e altri schemi sono possibili secondo i più diversi orientamenti, anche teorici. Come spesso constatiamo, molte variazioni scaturiscono dall’estro di cui ci hanno fatto dono gli insegnanti in formazione. Peraltro, già a suo tempo, avevamo avuto modo di indicare tutorial, studi di casi, simulazioni, indagini, verifiche ecc. come altri formati (o schemi) a carattere più specifico. Infine, è evidente che con l’intervento del docente alla dilatazione dei tempi corrisponde un’analoga dilatazione delle possibilità creative.

Riferimenti

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